FRIDA KAHLO, UNA GRANDE ARTISTA E UNA GRANDE DONNA

 

Nella giornata della donna non posso che dedicare un post alla pittrice simbolo del femminismo moderno, colei che più di ogni altra ha lasciato un segno tangibile nella storia abbracciando la libertà come suo unico credo: Frida Kahlo. Le sue sopracciglia folte e unite sono diventate emblema della body positivity, ovvero del non piegarsi alle norme imposte dalla società, il suo spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale, sono da esempio ancora oggi per molte donne.

Quella di Frida Kahlo è una vicenda artistica e umana che colpisce. Fin dall’inizio la sua vita è contraddistinta dalla sofferenza e dal dolore: alla nascita è affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiano per poliomielite, mentre nel settembre del 1925 un grave incidente in autobus le procura lesioni permanenti. É l’inizio di un lungo calvario e di una lotta contro la tragedia, che sfociano in una intensa produzione artistica. Costretta a mesi di riposo nel suo letto di casa con il busto ingessato, Frida comincia a leggere e a dipingere, tant’è che i genitori le regalano un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto in modo che possa vedersi, e dei colori. Il rapporto ossessivo con il suo corpo martoriato e l’impossibilità di avere figli saranno due degli aspetti fondamentali della sua arte: nel dipinto del 1944 intitolato  “La colonna spezzata” la sua vita è sostituita da un rudere che sta cadendo a pezzi, mentre nel “Letto volante” del 1932 il soggetto è l’ultimo aborto, per cui venne ricoverata all’Ospedale Henry Ford. 

Gli esordi di Frida sono legati all’arte popolare degli ex voto messicani, e sono segnati dall’incontro nel 1922 con Diego Rivera, illustre pittore murales dell’epoca (nonché futuro marito e compagno di tormentate passioni amorose) a cui porta i suoi dipinti per avere una sua critica. Colpito dal suo stile moderno Rivera la prende sotto la propria ala e la inserisce nella scena politica e culturale messicana, facendone un’attivista del Partito Comunista Messicano. Il matrimonio tra i due, celebrato nel 1929, sarà un susseguirsi di tradimenti di cui Frida sarà consapevole, e che la porteranno a sua volta a vivere numerosi rapporti extraconiugali, con uomini ma anche con donne.
Dice di lei Rivera «É la prima volta nella storia dell’arte che una donna esprime con totale sincerità, scarnificata e feroce, i fatti e particolari che riguardano esclusivamente la donna» e ancora «La tenebra del suo dolore è soltanto lo sfondo vellutato per la luce meravigliosa della sua forza biologica…lei lotta per vivere e per insegnare ai suoi compagni, gli esseri umani, come resistere alle forze avverse e trionfare su di esse per giungere a una gioia superiore».

Nonostante la sua condizione Frida si è sempre dedicata con tenacia all’arte: nel 1938 Breton è entusiasta delle sue opere al punto da organizzarle una mostra di successo a New York, a cui ne seguiranno una nel 1939 a Parigi e una nel 1953 a Città del Messico. La sua vita e le sue opere esercitano ancora oggi un grandissimo fascino e sono in grado di emozionare chiunque, tanto che alcuni la considerano la più grande pittrice del Novecento.

Il 13 luglio 1954 Frida muore nella sua città natale, prima di aver compiuto cinquant’anni. La sua “Casa Azzurra” di Coyoacán è rimasta intatta, così come volle Diego Rivera che la lasciò al Messico, ed è oggi meta di migliaia di visitatori. Una casa meravigliosa, semplice e bellissima, con muri colorati, luce e sole, piena di vita e di forza interiore come fu la sua proprietaria.

Di seguito alcune foto di Frida e alcune tra le sue opere più famose e significative…

 

rida Kahlo “Autoritratto con collana di spine e colibrì” (1940) – Austin, Nickolas Muray Collection all’Harry Ransom Center
Frida Kahlo “Le due Frida” (1939) – Città del Messico, Museo de Arte Moderno
Fida Kahlo “La colonna rotta” (1944) – Città del Messico, Collezione Dolores Olmedo
Frida Kahlo “Ospedale Henry Ford (il letto volante)” (1932) – Città del Messico, Collezione Dolores Olmedo
Frida Kahlo “Diego nella mia mente” (1943) – The Jacques and Natasha Gelman Collection & The Vergel Foundation

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