UNA TECNICA “D’AVANGUARDIA”: IL COLLAGE

Attorno al primo decennio del Novecento gli artisti d’avanguardia adottano una nuova tecnica pittorica: il collage. Il collage, o papiers collès, consiste nell’incollare su un fondo, dipinto o meno, pezzi di carta, ritagli di giornale o fotografie, componendoli e ordinandoli secondo l’effetto desiderato. Spesso i ritagli incollati venivano a loro volta dipinti o disegnati.

Nel 1912 Georges Braque utilizza frammenti di carta da parati per ultimare una serie di disegni a carboncino. Entusiasta del procedimento, Picasso realizza la famosa “Natura morta con sedia impagliata”, una tela ovale ambientata in un caffè in cui sono raffigurati un limone, un bicchiere, un’ostrica, una pipa e un giornale. Per rendere l’idea della sedia l’artista incolla un pezzo di tela cerata su cui è stampato il disegno della paglia intrecciata, mentre la cornice del quadro è costituita da una semplice corda intorno all’ovale. Nello stesso anno Picasso realizza diversi tableaux-objet, quadri oggetto in cui si serve di materiali poveri e umili trattati per rendere l’idea di una visione molteplice e simultanea.

Oltre a Picasso e Braque, anche Gris adotta la tecnica del collage, grazie alla quale può moltiplicare gli effetti visivi e  le possibili interpretazioni dell’opera. Per tutto il 1913 Picasso, Braque e Gris sviluppano e sperimentano le infinite possibilità offerte dall’utilizzo di materiali diversi: ai colori a olio Picasso accosta il gesso, la sabbia, la segatura, la ghiaia, le perle. Le loro opere si avvicinano all’astrattismo, anche se i tre artisti restano sempre legati alla rappresentazione, seppur distorta, della realtà. La scrittrice Gertrude Stein scrive che Picasso e Braque «si divertivano in tutte le maniere, collezionavano strumenti musicali, oggetti, pipe, tavolini con nappe, bicchieri e chiodi.»

La tecnica del collage coinvolge quasi contemporaneamente il cubismo analitico di Picasso e Braque e il futurismo italiano, due movimenti artistici molto differenti tra loro. L’uso della carta ritagliata per comporre un’opera è forse il primo e deciso strappo nei confronti delle tecniche pittoriche tradizionali, basate sul disegno e sulla prospettiva. Il pittore cubista vuole rappresentare uno spazio che, come scrive Apollinaire nel 1913, «in un momento determinato si slancia verso l’infinito in tutte le direzioni». La carta tagliata e incollata si prestava a rappresentare questo cambiamento nella visione della realtà.

 

Pablo Picasso “Natura morta con sedia impagliata” (1912) – Parigi, Musèe National Picasso
Georges Braque “Natura morta con carte da gioco” (1913) – Parigi, Musée National d’Art Moderne
Ardengo Soffici “Natura morta (Piccola velocità)” (1913) – Milano, Civico Museo d’Arte Contemporanea

Matisse fabbricava le carte da sé, utilizzando carta d’acquerello dipinta con uno strato unico di tempera a guazzo stesa con pennello piatto; successivamente fissava le varie parti della composizione con degli spilli, in modo da poter studiare la disposizione migliore per i ritagli.

Henri Matisse “La tristezza del re” (1952) – Parigi, Centre Pompidou

I futuristi utilizzavano il collage come un modo per discostarsi dal passato, anche dal punto di vista tecnico. È Gino Severini a sperimentare per primo questa nuova tecnica in sintonia con la velocità e il cambiamento, quando nel 1912 incolla dei lustrini sul vestito dipinto della sua “Ballerina blu”. Carlo Carrà, nella sua “Dimostrazione interventista” del 1914, ci regala un effetto interessante componendo a spirale frammenti di giornale, di pubblicità, di parolibere di Martinetti e partiture musicali, sui quali interviene poi con l’inchiostro.

Carlo Carrà “Manifestazione interventista” (1914) – Venezia, Peggy Guggenheim Collection

Il desiderio di abbandonare le tecniche tradizionali è evidente anche nei collage dadaisti e soprattutto nelle opere di artisti come John Heartfield, appartenente all’Espressionismo tedesco. Tra i tanti artisti che hanno utilizzato questa tecnica nella loro produzione creativa dobbiamo ricordare anche Max Ernst e, più tardi, Mimmo Rotella con i suoi decollage realizzati sull’onda della Pop Art.

Mimmo Rotella “Con un sorriso” (1962) – Londra, Tate Modern

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