“CACCIATORI NELLA NEVE”, UNA SCENA DI VITA QUOTIDIANA

Protagonista di questo articolo è una di quelle che possono essere considerate opere-chiave dell’intera storia dell’arte, perché segna una vera rivoluzione nel gusto e nello stile. I protagonisti infatti non sono personaggi sacri, mitologici o della storia antica, ma persone comuni viste nella loro quotidianità.

La tela fa parte del ciclo dedicato da Bruegel alle stagioni. Si tratta di una scena invernale che rappresenta forse i mesi di dicembre/gennaio, dove in un paesaggio immerso nella neve un piccolo gruppo di cacciatori ritorna silenziosamente verso casa, seguito dalla muta dei cani.

Abituato alle Fiandre pianeggianti e contadine, Bruegel rimane impressionato dalle vette innevate e dai picchi rocciosi durante l’attraversamento delle Alpi verso l’Italia. La memoria di questi paesaggi prende forma in un’ immagine in cui la realtà e la fantasia si combinano in modo suggestivo, così come l’immedesimazione nella scena e l’analisi delle attività dell’uomo da parte dell’artista sono toccanti.
La composizione è impostata partendo da un punto di vista più alto rispetto al primo piano, e si concentra sul contrasto tra il bianco della neve e le sagome scure dei personaggi, degli alberi e degli edifici. Uno schema semplice che però esalta gli eccezionali effetti di luce raggiunti dal maestro. I colori dominanti sono il bianco, il grigio, il grigio-verde, il bruno e il nero, espressione di un freddo che poche altre opere d’arte riescono a comunicare.
Sulla sinistra, davanti a una locanda che si chiama “Al cervo” (con Sant’Eustachio nell’insegna), alcuni contadini sono occupati nella strinatura del maiale appena macellato, attività rappresentata dal mastello di legno che si usava per la macellazione, tipico attributo del mese di dicembre. La discesa innevata si spinge a destra verso la spianata del minuscolo villaggio rannicchiato ai piedi delle montagne gigantesche; i giochi dei bambini e degli adulti sullo stagno ghiacciato animano la scena con una nota di allegria che offre un palpito di vita all’insieme.
La pianura continua poi ad estendersi sullo sfondo fino a che l’occhio si perde verso la riva gelata del mare, mentre le fronde degli alberi spogli in primo piano formano una specie di schermo nero proiettato sul cielo compatto.

La scena segna la fine del ciclo delle stagioni, infatti il cammino dei cacciatori è rivolto al ritorno verso casa, e quindi verso la conclusione di un percorso.

 

Pieter Bruegel il Vecchio “Cacciatori nella neve” (1565) – Vienna, Kunsthistorisches Museum

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