I RITRATTI DI TIZIANO

Grande autore di quadri sacri e profani, Tiziano Vecellio è stato anche un eccellente ritrattista.
Nonostante il vivace dibattito critico tra i trattatisti e gli scrittori d’arte veneti e toscani dell’epoca, nessuno gli ha mai potuto negare la gloria del ritratto. In effetti, in pittura non si erano mai visti (e difficilmente si vedranno anche in seguito) volti di personaggi così “vivi” e realistici da sembrare presenti non solo in carne e ossa ma anche in spirito. L’arte del ritratto accompagna il pittore veneto nella sua lunga carriera con più di duecento personaggi rappresentati, molti dei quali più di una volta e mai nello stesso modo.
Bisogna anche dire che essendo Tiziano diventato ben presto un artista estremamente costoso, la maggior parte dei suoi ritratti sono dedicati a personaggi illustri, dei quali esalta l’importanza con espressioni vigorose e atteggiamenti di grande sicurezza.

Gli scrittori del Cinquecento, come Pietro Aretino e Monsignor Giovanni Della Casa, cercano di rendere a parole il fascino magico di questi ritratti “parlanti” e “pensanti”. Celebre è l’aneddoto del ritratto di Papa Paolo III, eseguito durante il soggiorno romano di Tiziano, posizionato su un’altana ad asciugare e rispettosamente salutato dai passanti, che credevano di vedere il Papa in persona affacciato al balcone!

 

Tiziano Vecellio “La schiavona” (1510) – Londra, National Gallery

 

Tiziano Vecellio “Ritratto di giovane in pelliccia” (1515) – New York, Frick Collection

 

Tiziano Vecellio “Uomo dal guanto” (1523) – Parigi, Musée du Louvre

 

Tiziano Vecellio “Ritratto del doge Andrea Gritti” (1543) – Washington, National Gallery of Art

 

Tiziano Vecellio “Ritratto di Filippo II in armatura” (1550-1551) – Madrid, Museo del Prado

 

Tiziano Vecellio “Ritratto di Pietro Aretino” (1545) – Firenze, Galleria Palatina

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