IL QUADRO NEL QUADRO

Tra gli aspetti più interessanti della pittura di Vermeer c’è sicuramente la riproduzione di quadri di altri artisti nelle sue scene di interni.

Non si tratta di una novità o di una caratteristica esclusiva del maestro, che comunque mostra un’attenzione molto particolare per questi dettagli: i quadri in Vermeer infatti non sono semplici ornamenti o ricordi dell’arredamento del tempo, ma “presenze” significative, in alcuni casi addirittura elementi decisivi per comprendere significati simbolici o rimandi allegorici. In “Donna in piedi alla spinetta”, dipinto che riflette i gusti del collezionismo borghese, accanto al piccolo paesaggio sulla sinistra compare Cupido che mostra una carta da gioco, un chiaro riferimento al fatto che si deve amare una sola persona. Sulla parete di fondo del “Concerto a tre”, accanto a un paesaggio che ricorda Van Ruysdael si riconosce la scena della “Mezzana” di van Baburen, testimonianza del gusto italianeggiante fra i collezionisti olandesi. Van Baburen che ricompare in “Donna seduta alla spinetta”, evidentemente uno degli artisti prediletti dal maestro; tra i pochi “quadri nel quadro” identificati con certezza, la tela era presente nella sua raccolta.

Su tutto questo può aver influito il fatto che il padre di Vermeer esercitava nella propria locanda anche la professione di mercante d’arte. Un’attività proseguita da Vermeer stesso, che fin da bambino aveva vissuto in mezzo ai quadri ed era stato abituato a conoscerne il valore anche in termini economici, oltre ad assaporare il gusto del collezionismo.
Anche se in misura minore rispetto a Rembrandt, Vermeer può essere considerato un esempio di artista e collezionista.

 

Jan Vermeer “Concerto a tre” (1666) – Boston, Isabel Stewart Gardner Museum
Jan Vermeer “Donna in piedi alla spinetta” (1670) – Londra, National Gallery
Jan Vermeer “Donna seduta alla spinetta” (1670) – Londra, National Gallery

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