IL CRONIDE DI CAPO ARTEMISIO, UNA RAPPRESENTAZIONE DI ZEUS?

Il Cronide di Capo Artemisio (o statua di Zeus o Poseidone) è una delle pochissime opere bronzee originali e una delle immagini più rappresentative della potenza divina che ci siano pervenute dal mondo antico. Per questo, fin dalla sua scoperta, ha suscitato un’ammirazione eccezionale.
Venne ritrovata da alcuni pescatori al largo di Capo Artemisio in due riprese, nel 1926 e nel 1928, e faceva parte del carico di una delle tante navi che intorno al 480-470 a.C.  solcavano i mari dalla Grecia verso Roma (anche se non sappiamo se fosse imbarcata sul vascello o meno).

La statua, alta ben 209 cm, rappresenta una figura maschile nuda di tre quarti, protesa nel lancio di qualcosa in avanti, forse un fulmine o un tridente (da qui l’idea che si tratterebbe di una figura di ZeusPoseidone, entrambi figli di Crono e spesso rappresentati con lo stesso volto, da cui “Cronide”). Le gambe sono saldamente poggiate a terra, la destra è tesa sulla spinta delle dita del piede, la sinistra impostata sul tallone, pronta a ricevere il peso di tutto il corpo una volta che l’energia avrà scaricato tutta la sua potenza nel lancio. Entrambe le braccia sono distese all’altezza delle spalle, il sinistro sembra prendere la mira, il destro, leggermente flesso, si prepara a scattare. C’è da dire che una simile apertura degli arti sarebbe stata impossibile da riprodurre in marmo.
Gli occhi, presumibilmente di altro materiale e incrostati di pietre dure colorate o avorio, sono andati perduti, le sopracciglia erano probabilmente rivestite in argento, così come le labbra e i capezzoli erano forse rivestiti in rame. La folta capigliatura è ben ordinata in una treccia che trattiene i capelli sulla calotta e li restituisce in eleganti ciocche sulla fronte, la barba, finemente cesellata, esalta il profilo e conferisce dinamismo allo sguardo, solenne espressione di maestà e bellezza divina.

Nel complesso braccia e gambe formano una figura simile alla lettera “chi” dell’alfabeto greco (χ), il chiasmo,  una modalità compositiva assai frequente nel periodo arcaico.
Purtroppo la mancanza di fonti certe e di accenni diretti non ci consentono di formulare un’attribuzione sicura, Onata di Egina, Pitagora di Reggio e Calamide, grandi bronzisti dell’epoca, sembrerebbero i nomi più probabili.

Nel 2015 le poste greche hanno dedicato all’intera scultura un francobollo da 0,47 euro, ma già nel 2007 il volto della statua compare su un francobollo greco da 0,10 euro.

Autore ignoto, “Cronide di Capo Artemisio” (480-470 a.C. circa) – Museo Archeologico Nazionale, Atene

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