LA “VENERE DI WILLENDORF”, EMBLEMA DI FEMMINILITÀ IN MINIATURA

Oggi vi voglio parlare della piccola “Venere di Willendorf”, 11 centimetri di pietra calcarea dipinta in ocra rossa in cui si concentrano i tratti di una femminilità che si perde nella notte dei tempi.

Quelle che vengono definite “veneri” o “veneri paleolitiche” sono state ritrovate in tutta Europa, dalla Spagna alla Russia, e risalgono al 25.000-15.000 a.C. Sono quasi sempre prive di volto, e gli accentuati segni di gravidanza che ricorrono sembrerebbero dimostrare l’importanza che veniva attribuita alla riproduzione e alla sopravvivenza della specie.

La statuetta di Willendorf è stata rinvenuta nel 1908 dall’archeologo Josef Szombathy in un sito archeologico risalente al paleolitico presso Willendorf in der Wachau, in Austria, e datata nel 1990 intorno a 23.000 anni fa.
La sua figura si colloca all’interno del culto della Madre Terra e del Femminile: anche in questo caso i fianchi e il seno sono molto pronunciati in segno di prosperità; il colore con cui è stata dipinta rimanda al rosso, simbolo della passione ma anche del sangue mestruale, che annunciava la capacità della donna di dare la vita mettendo così a freno la paura dell’oblio. Le braccia sottili sono congiunte sul seno, e il volto non è visibile. La pesante ed elaborata acconciatura a piccole protuberanze, da alcuni interpretata come copricapo, crea una superficie movimentata che equilibra la morbida e liscia rotondità del resto del corpo, mentre l’accumulo di grasso sopra le ginocchia costituisce un dettaglio di straordinario realismo, in una figura in cui sembrerebbe prevalere l’astrazione delle forme e dei volumi.

Qualche curiosità: La Venere di Willendorf appare nel videogioco “Far Cry Primal”, nella serie The Young Pope e in un certo senso anche nel romanzo fantascientifico “Mangiatori di morte” di Michael Crichton, in cui il popolo degli Wendol venerava un culto di natura matriarcale la cui simbologia coincideva appunto con la figura della statuetta di Willendorf.

 

Venere di Willendorf (23.000 a.C.) – Vienna, Naturhistorisches Museum

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