“PRIMO ACQUERELLO ASTRATTO” E LA NASCITA DELL’ASTRATTISMO

Uno schizzo di piccole dimensioni realizzato a matita, acquarello e china su carta, lasciato senza titolo perché nato come studio per realizzare un’opera più complessa. Con “Primo acquerello astratto” di Kandinskij la critica fa coincidere l’inizio dell’astrattismo, anche se è lo stesso artista a rivelare in una sua dichiarazione la nascita dell’arte astratta.

Kandinskij, ormai quarantenne e con una lunga esperienza come pittore figurativo, sente la necessità di trovare un nuovo modo di fare arte e compie un passo ulteriore rispetto alla volontà di esprimere l’interiorità dell’artista che già si era espressa agli inizi del Novecento, liberando la forma dal contenuto e dall’obbligo della rappresentazione. Il primo passo avviene con la tecnica dell’acquerello, che per sua natura consente una maggiore rapidità di esecuzione e una maggiore scioltezza espressiva. È così che l’artista riesce a creare uno spazio che potremmo definire “liquido” in cui forme circolari, segni leggeri e colori neutri galleggiano come fossero dotati di vita propria. Gran parte dei canoni della composizione tradizionale vengono aboliti, non c’è distinzione tra piani vicini e sfondo, così come non ci sono leggi prospettiche, né si comprende l’ordine con cui sono collocate le forme.

L’opera si presenta come uno schizzo simile allo scarabocchio di un bambino, in cui non si riconoscono le case, le figure e i campanili delle altre composizioni ma solo un insieme di forme che nasce dalla sensibilità dell’artista, che vuole esprimere la natura più segreta e spirituale delle cose e non semplicemente rappresentarne le sembianze. La superficie è occupata da segni e macchie di colore giallo arancio, giallo e bruno, alcune più corpose di altre, che soprattutto nella parte alta del foglio sembrano introdurre un senso di profondità.
L’arte si comporta come la musica, che stimola subito una sensazione nell’individuo. Per questo motivo il “caos” compositivo dell’opera è solo apparente, perché risponde alla volontà di creare una relazione tra toni freddi e caldi, forme circolari e lineari. All’artista non rimane che chiedersi quale suono e quale significato interiore abbiano le varie forme e i vari colori: un colore può essere caldo o freddo, così come una forma può amplificare o contrastare le qualità del colore che contiene.

Kandinskij scrisse diversi saggi sulla sua poetica creativa. Uno tra i più famosi è “Punto linea e superficie”.

 

Vasilij Kandinskij “Primo acquerello astratto” (1910) – Parigi, Centre Pompidou

 

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