PROSTITUTE, ZINGARI E SUONATORI, CHI SONO I PROTAGONISTI DELLE OPERE DI CARAVAGGIO

Caravaggio, artista famoso e conosciuto da tutti sia per la sua vita, avventurosa come un romanzo, sia per il suo approccio alla pittura così fuori dagli schemi. Di sicuro il realismo della sua arte è rimasto impresso nella storia e ha ispirato molti seguaci e imitatori.

Ma chi sono i protagonisti delle sue opere?
Nelle sue opere giovanili (siamo ormai alla fine del Cinquecento), Caravaggio si concentra su soggetti fino ad allora poco consueti e inserisce nei suoi dipinti di genere ambienti e persone reali, osservati dal vero. Per lui è naturale scegliere soggetti e ambienti modesti, perché è proprio così che trova più facile arrivare al cuore delle cose e delle persone. Anche se si adatta a compiere piccoli lavori di bottega e accetta di realizzare copie, non dimentica quelle immagini di quotidianità e di vita che conosce e che ben presto riprodurrà tra le prime opere di genere. I personaggi di queste scene sono del tutto reali, lontani dai soggetti classici e dai modelli della grande Maniera. Spesso si tratta di ragazzi effemminati e provocanti, intenti a suonare uno strumento o a mangiare un frutto. Sono i giovani di strada, quelli che popolano i luoghi che amava frequentare, come osterie, bische, bordelli e luoghi di malaffare della città. La frequenza di queste figure ha dato modo alla critica di ipotizzare una deviazione sessuale dell’artista e dei suoi due più importanti committenti, il cardinale del Monte e il marchese Giustiniani, che conservavano molte di queste opere all’interno dei loro gabinetti privati. Due dipinti chiave in questo senso sarebbero il “Concerto”, e l'”Amor vincit omnia”, opera quest’ultima dai forti toni sensuali che l’artista dovette replicare per entrambi i committenti. Non è un mistero che Caravaggio abbia intrattenuto rapporti sentimentali con alcuni ragazzi, tra cui Mario Minniti, modello per il “Fanciullo con canestro di frutta”, la “Buona ventura”, “I bari”, il “Concerto”, il “Suonatore di liuto”, il “Bacco”, il “Ragazzo morso da un ramarro”, la “Vocazione” e il “Martirio di San Matteo”.

Ma non c’erano solo soggetti efebici nelle pitture del Caravaggio. Spesso, anche nelle opere ufficiali per committenze pubbliche l’artista inseriva persone comuni. Ecco allora personaggi vecchi e deformi nei panni di venerati santi e prostitute e umili donne nelle vesti di importanti figure femminili della storia della chiesa. La “Maddalena penitente”, ad esempio, ha un volto da popolana. 
Inutile dire che l’utilizzo di questi modelli diede adito a molte critiche, che accusavano l’artista di esaltare la goffaggine e la sporcizia di certi personaggi a sfavore di quell’idealizzazione della bellezza e di quella ricerca di una perfezione compositiva da sempre ricercate dagli artisti precedenti.

 

Caravaggio “Buona ventura” (1595) – Roma, Pinacoteca Capitolina
Caravaggio “Maddalena penitente” (1594-1595) – Roma, Galleria Doria Pamphilj
Caravaggio “Ragazzo morso da un ramarro” (1596) – Firenze, Fondazione Longhi
Caravaggio “Bacco” (1598) – Firenze, Galleria degli Uffizi
Caravaggio “Concerto” (1595) – New York, Metropolitan Museum of Art
Caravaggio “Amor vincit omnia” (1602-1603) – Berlino, Gemäldegalerie

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